Rapporto da Osch di Yvonne e Marcel Frei

Tutto come sempre e tuttavia spettacolare, caotico e ancora un volta indimenticabile

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Siamo sul ciglio della strada: sono 20 minuti che aspettiamo il nostro collega Nursultan. Non si vede nessuno e dopo averlo chiamato molte volte, scopriamo che stava dormendo, senza sapere che noi oggi avevamo prenotato dei pazienti già per le 08.00. È il nostro ultimo giorno qui a Osch e c'è moltissimo da fare! Respiro l'aria fresca del mattino e passo in rassegna con la mente le ultime due settimane: frammenti di immagini di Osch scorrono davanti ai nostri occhi, mentre ci spostiamo dall'aeroporto all'hotel. Ormai non ci stupiamo più degli enormi tubi scoperti che come vene attraversano tutta la città. I fatiscenti palazzi russi e i negozietti, il tipico caos nelle strade e i tratti somatici mongoli delle persone ci sembrano familiari. Tutto questo ormai è parte della nostra quotidianità. Ci sentiamo come a casa e siamo contenti di rivedere i nostri amici.

Questa volta il dottor Axel Zimmermann, chirurgo maxillofacciale, ci accompagna nel nostro viaggio. I suoi occhi assorbono le prime impressioni come una spugna con l'acqua. La prima settimana si è rivelata per noi inaspettatamente caotica. Nursultan è stato chiamato in sala operatoria come interprete, Danijar, il dentista più esperto, era assente a causa di una ferita al volto; di questo team a tre restava solo Assamat, giovane dentista inesperto che parla pochissimo l'inglese. Ciononostante per tutti i bambini con labiopalatoschisi è stata una missione di grande successo ed estremamente entusiasmante. Come team il primo giorno abbiamo visitato tutti i pazienti affetti da cheiloschisi. Poi abbiamo prenotato tre operazioni di innesto osseo al giorno con Axel Zimmermann. Non volendo perderci la prima operazione congiunta della collaborazione svizzero-chirghisa a Osch, il giorno successivo eravamo tutti insieme in sala operatoria. Axel era un po' nervoso. Non sapeva esattamente cosa aspettarsi.  Sarebbe stato in grado di soddisfare le aspettative di tutti? Proprio come con Marcel, spesso ci si attendono risultati che a causa delle condizioni locali non possono essere assolutamente raggiunti! Ma poi è stato eseguito il primo innesto osseo, con sicurezza e assoluta professionalità. Axel ha effettuato l'operazione, assistito da Osch 1, mentre Nursultan fungeva da interprete e secondo assistente. Dopo ogni operazione il team era sempre più affiatato. Tutto è andato secondo i piani! Osch 1 si è reso conto di piccoli dettagli nella sua tecnica precedente che avevano comportato degli esiti negativi ed è rimasto sorpreso di quanto velocemente i pazienti fossero di nuovo in piedi con il metodo di Axel del trapianto traumatico dell’osso della cresta iliaca. Questo metodo è stato immediatamente adottato e ora viene impiegato sempre a Osch.

Si è trattato di un successo da manuale. Nella clinica di ortodonzia le cose andavano a rilento nei giorni delle operazioni. Questa volta il compimento di movimenti già praticati in precedenza sembrava procedere a fatica. Oltre che da Assamat, alcuni pazienti sono stati operati personalmente da Marcel, in quanto la situazione comportava un enorme sovraccarico per un solo dentista. Ci siamo resi conto che fino a quel momento Assamat era in grado di compiere singole fasi di lavoro solo seguendo le istruzioni e con una chiara definizione degli incarichi. Non contribuiva con riflessioni personali né pensava in modo lungimirante, non faceva pianificazioni, non proponeva idee e discutere con lui era del tutto impossibile. Se non lo seguivo attentamente passo dopo passo, faceva fin troppi piccoli errori mentre lavorava. Dopo la prima settimana, poco prima della partenza di Axel Zimmermann, ci siamo seduti tutti insieme per gustare una tradizionale cena locale immersi nell'indescrivibile ospitalità del posto. Come nelle visite precedenti, il professor Osch 1 ci ha invitati a casa sua. Sin dal nostro arrivo il tavolo era curvo sotto il peso di insalate, dolci, pane, frutta e molto altro, mentre le donne servivano una portata dopo l'altra.

Chi ci è stato, sa esattamente di cosa parlo! Abbiamo brindato con del cognac di Bishkek al successo di questa settimana chirurgica, scambiandoci ringraziamenti e chiacchiere. Ringraziamo vivamente Axel a nome della fondazione, dei chirurghi locali e dei bambini affetti da labiopalatoschisi, che beneficeranno per decenni del suo lavoro! La seconda settimana è trascorsa come da programma. Danjyar, Nursultan e Assamat erano ormai molto motivati nel lavoro. Dina, la nostra nuova assistente, ha riconosciuto l'opportunità di imparare da noi, traendone grande vantaggio e ci ha sorpreso ogni giorno con il suo impegno e interesse. Alla fine è rimasto persino del tempo per delle pianificazioni di ortodonzia. Un lavoro che i nostri chirghisi ancora non capiscono. A cosa servono tutte queste scartoffie, se si tratta di applicare dei semplici apparecchi?! Ci si accorgerebbe subito se qualcosa non funziona. Marcel lotta sin dall'inizio con le azioni impulsive dei nostri spavaldi giovani ortodontisti. All'insegna del motto: quello che conta sono i risultati!

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